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The Witcher guarda ai prossimi anni: remake, espansioni e nuovi capitoli

Tra The Witcher 3 Remastered, l’espansione Songs of the Past e The Witcher 4, CD Projekt sta preparando un calendario molto fitto per la saga di Geralt e Ciri.

Michele “Kuro”
5 min di lettura
Geralt e Ciri affiancati davanti a un paesaggio fantasy cupo con richiami alla saga

Per chi segue The Witcher, i prossimi anni non sembrano affatto timidi. Anzi: tra un remaster in arrivo, un’espansione per il terzo capitolo, il prossimo romanzo di Andrzej Sapkowski e il debutto di The Witcher 4, il franchise sta costruendo un percorso che prova a tenere insieme memoria e rilancio. Il punto non è solo quanti progetti siano in lavorazione, ma anche quanto questa strategia possa incidere su chi ama la serie: più contenuti significa più occasioni di tornare nel mondo di Geralt e Ciri, ma anche una gestione del ritmo che dovrà restare credibile, perché l’hype sa essere un ottimo alleato e un pessimo consulente.

Il quadro, però, va letto con cautela. Le informazioni disponibili confermano diversi progetti e finestre temporali, ma non tutte le parti del piano hanno lo stesso livello di solidità. Alcuni elementi sono annunciati o dichiarati, altri restano ancora nel territorio delle intenzioni. Ed è proprio qui che la notizia conta davvero: non stiamo parlando di un singolo lancio, ma di una roadmap che prova a estendere il ciclo vitale di un marchio già fortissimo, con implicazioni sia per i giocatori storici sia per chi entrerà nella saga dalla porta più recente.

Un calendario molto fitto per la saga

Il primo tassello, in ordine di arrivo, è The Witcher 3 Remastered, previsto con una serie di aggiornamenti tecnici e grafici. Tra le novità indicate ci sono un sistema delle abilità ripensato, una photo mode più ampia, combattimenti migliorati e una funzione transmog. Il remaster sarà gratuito per chi possiede già il gioco, un dettaglio che pesa parecchio nella percezione pubblica: quando un ritorno al passato non chiede un secondo pagamento, il messaggio è chiaro e fa meno rumore di tante campagne marketing.

Subito dopo, nel 2027, è attesa l’espansione Songs of the Past per The Witcher 3. Il rinvio dall’obiettivo iniziale al 2027 viene presentato come una scelta per arrivare a un risultato più rifinito, e il contenuto sembra puntare su Geralt in una sorta di ultimo viaggio prima del passaggio di testimone. La nuova missione principale, A Bed of Thorns, introduce anche Lilla come possibile interesse amoroso. Per i fan, questo è il genere di informazione che accende discussioni immediate: non tanto perché cambi da sola il destino della saga, ma perché suggerisce che CD Projekt non considera ancora concluso l’universo narrativo di The Witcher 3.

Tra libri e videogiochi, la saga continua a espandersi

Nello stesso orizzonte temporale si colloca anche il prossimo libro di Andrzej Sapkowski, che avrebbe indicato la fine del 2027 come obiettivo per completare la nuova storia di Geralt di Rivia. Qui serve una distinzione importante: c’è una dichiarazione d’intenti, non una data di uscita fissata. È una differenza che i fan conoscono bene, soprattutto quando si parla di opere che possono slittare o cambiare forma prima di arrivare sul mercato.

Più avanti, nel 2028, dovrebbe arrivare The Witcher 4. Il gioco avrà Ciri come protagonista giocabile, mentre Geralt comparirà comunque. Questa scelta è forse l’elemento più delicato dell’intero piano, perché segna un vero passaggio di testimone: non si tratta di un semplice sequel, ma di un cambio di asse narrativo. Per il pubblico, la domanda non è solo “funzionerà?”, ma anche “quanto saprà essere il nuovo volto della saga senza rinnegare quello storico?”.

Resta poi un punto più pratico, ma tutt’altro che secondario: è stato osservato che, per la direzione presa dal mercato fisico su console, The Witcher 4 potrebbe non arrivare su disco come si sarebbe immaginato in passato. Viene però anche precisato che una versione fisica esisterà in qualche forma. Non è un dettaglio da collezionisti soltanto: per una fetta di pubblico significa conservazione, possesso e accessibilità nel lungo periodo. E quando una serie del genere entra in una nuova fase, perfino il formato conta quasi quanto il contenuto.

Guardando oltre, CD Projekt Red avrebbe delineato l’idea di pubblicare una nuova trilogia di The Witcher in un arco di sei anni a partire dal lancio di The Witcher 4. Se il piano venisse rispettato, significherebbe arrivare a The Witcher 5 e The Witcher 6 entro la fine del 2034. È un obiettivo ambizioso, ma anche molto esposto ai rischi noti dello studio: i grandi giochi di CD Projekt hanno spesso vissuto ritardi, e dunque ogni previsione va trattata come tale, non come promessa scolpita nella roccia.

Infine, oltre ai capitoli principali, risultano in lavorazione anche un gioco multiplayer di The Witcher, passato attraverso diversi cambiamenti, e un progetto mobile realizzato con Scopely. Su quest’ultimo però manca una conferma definitiva che si tratti davvero di The Witcher: potrebbe anche essere legato a un altro franchise, come Cyberpunk. Qui il confine tra ipotesi e certezza è netto, e conviene restarci sopra con il rigore di chi non vuole scambiare un’indiscrezione per un annuncio.

https://www.youtube.com/watch?v=_oEdB5S2d3U
Video: GameSpot

Il punto del Salotto

La notizia importante non è soltanto che The Witcher stia per riempirsi di novità: è che CD Projekt sembra voler gestire la saga come un ecosistema, non come una singola uscita di punta. Remaster, espansione, romanzo, nuovo capitolo principale e possibili progetti collaterali costruiscono un orizzonte molto ampio, che può tenere viva l’attenzione per anni. Per il pubblico è una prospettiva interessante, soprattutto perché The Witcher 3 Remastered offre un ingresso rivisto su un classico, mentre The Witcher 4 promette un cambio generazionale vero e proprio.

La parte che merita prudenza, però, è il ritmo. Più il piano è ambizioso, più diventa vulnerabile ai rinvii e ai cambi di rotta. E in una saga così amata, il rischio non è solo aspettare troppo: è promettere troppo presto. Al momento, il quadro è promettente, ma non definitivo. Insomma, il salotto è già apparecchiato, ma il menù completo lo vedremo solo strada facendo.

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