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Jason Jones e Margaret Stohl lanciano Stone Kite

Il cofondatore di Bungie Jason Jones e la scrittrice Margaret Stohl lanciano Stone Kite: il primo numero di One Zero One è già disponibile online.

Michele “Kuro”
3 min di lettura
Jason Jones e Margaret Stohl davanti a un mosaico di media creativi e fumetti futuristici

Jason Jones, co-fondatore di Bungie, e Margaret Stohl, scrittrice e autrice che ha lavorato anche a Destiny 2, hanno lanciato Stone Kite, nuovo studio transmedia con base a Los Angeles. Il progetto debutta con One Zero One, una proprietà intellettuale originale che parte da un manoscritto di Jones e punta subito a uscire dalla logica del “prima il gioco, poi l’adattamento”.

Qui sta il punto interessante per chi segue l’industria: Stone Kite non nasce come semplice fabbrica di IP da rivendere al miglior offerente, ma come “world-building studio” che prova a costruire l’universo narrativo insieme a creatori provenienti da media diversi. È un approccio che, se funziona, può ridurre il classico effetto cucitura tra fumetti, audiovisivo e videogiochi, spesso percepito dal pubblico come un cambio di costume più che come una visione unitaria.

Come parte One Zero One

One Zero One è ambientato in un conflitto globale imminente tra l’umanità e un esercito ribelle di soldati robotici guidati dall’IA. Il primo numero di una miniserie a fumetti in quattro parti è già disponibile online; i successivi usciranno gratuitamente entro l’inizio del 2027, con altri progetti multimediali già annunciati dopo questa prima uscita. Per ora, però, non sono stati condivisi dettagli su quali formati seguiranno né su tempi più precisi di espansione.

Tra i fondatori indicati nel comunicato figurano Lewis Peterson, Matt Johnson e Jeanine Schaefer; Stephen Wacker ha lavorato con lo studio e oggi è indicato tra i suoi consulenti. In parallelo, lo studio dice di collaborare con oltre 250 creatori del settore dell’intrattenimento, tra cui Jay Roach, Christian Ward, Kyle Lambert, Stephen Graham Jones e Akela Cooper. È una platea ampia, che suggerisce ambizione e un certo peso di relazioni industriali, ma non dice ancora come verrà coordinato davvero un progetto così corale.

Per Stohl, il cuore dell’iniziativa è proprio rompere i silos tra media e mettere nello stesso tavolo creativi di discipline diverse fin dall’inizio. Jones collega invece il progetto a una lunga familiarità con la narrativa sci-fi e a un rapporto personale con la scrittura che lo ha portato a sviluppare questo materiale con Stohl. Anche questo aiuta a leggere Stone Kite come un’operazione più autoriale del solito, almeno nelle intenzioni dichiarate.

Il comunicato di Stone Kite presenta il progetto e conferma che il primo numero è già disponibile.

Il punto del Salotto

Stone Kite è una notizia rilevante perché intercetta un tema sempre più centrale: non basta più avere una buona IP, serve progettare da subito come potrà vivere su più piattaforme senza sembrare un collage. Il vero test, però, non sarà l’annuncio dei nomi coinvolti ma la tenuta di One Zero One man mano che usciranno gli altri numeri e i progetti annunciati. Finché restiamo alle promesse, il progetto appare promettente; capire se sarà davvero coerente richiederà vedere il risultato, non solo la squadra dei sogni.

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