MINTROCKET ha annunciato che l’ultimo pacchetto DLC di Dave the Diver sarà una collaborazione con Subnautica 2. È una mossa che ha una sua logica quasi disarmante: due giochi ambientati sott’acqua, due identità molto diverse, un terreno comune abbastanza forte da far funzionare il crossover senza sembrare appiccicato lì per contratto.
Dal materiale mostrato finora emergono solo alcuni elementi, ma bastano per capire la direzione del progetto. Nel trailer si vede Dave attraversare un portale verso il mondo oceanico di Subnautica 2, popolato dalla sua fauna aliena. Compare anche il Leviathan del gioco di Unknown Worlds, segnale che la collaborazione non si limiterà a un cameo ornamentale ma proverà a mettere insieme estetica e ritmo delle due serie.
Le dichiarazioni ufficiali vanno nella stessa direzione. Jaeho Hwang, studio director di Mintrocket, parla di un’occasione per portare una “nuova onda” nell’esperienza di Dave the Diver, mentre Anthony Gallegos, creative director di Subnautica 2, descrive il pacchetto come una lettera d’amore a entrambi gli universi. Tradotto dal linguaggio promozionale al linguaggio del salotto: qui l’obiettivo non è solo incrociare due marchi, ma far sembrare l’incrocio naturale.
Resta però un punto importante: per ora non è stato detto se il crossover andrà anche nella direzione opposta, cioè se Dave apparirà in Subnautica 2. Il fatto che il gioco sia ancora in early access rende questa possibilità meno scontata, ma non ci sono conferme aggiuntive. Insomma, il quadro è chiaro sul contenuto annunciato, molto meno su eventuali sviluppi laterali.
Il punto del Salotto
Questa è una collaborazione che ha più senso di tante operazioni fatte solo per mettere insieme loghi e sperare nel miracolo. Qui l’affinità tematica c’è davvero, e il rischio maggiore non è l’idea in sé ma quanto riuscirà a sfruttare bene le differenze tra i due giochi. Se il DLC saprà trasformare l’incontro in qualcosa di più di un semplice passaggio di ospiti, potrebbe essere uno di quei crossover che ricordiamo non per la stranezza, ma per la sua naturalezza.
