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Lucas Wong debutta come attore nel drama taiwanese A Time

Il progetto di Tsao Jui-yuan porta sullo schermo il folk universitario degli anni Settanta e affida a Lucas Wong il suo primo ruolo da attore, accanto a un cast che mescola nomi affermati e nuove leve.

3 min di lettura
Lucas Wong e il cast di A Time durante la presentazione del drama al Taiwan Creative Content Fest

Lucas Wong fa il suo debutto come attore in A Time, nuovo drama taiwanese presentato al Taiwan Creative Content Fest. Il progetto di Tsao Jui-yuan non punta solo sul nome del cast: mette al centro il folk universitario taiwanese degli anni Settanta e una storia che attraversa decenni di amicizia, amore e trasformazione personale.

È un annuncio che conta perché lega un volto molto noto del pop asiatico a una produzione con ambizioni dichiaratamente culturali, non solo commerciali. Tsao ha spiegato di aver lavorato al progetto per otto anni e di voler raccontare la giovinezza come stagione di slancio, errori e conseguenze che si trascinano nel tempo. In un mercato dove gli adattamenti e gli IP forti pesano sempre di più, qui il materiale di partenza è una memoria musicale locale, non un franchise già rodato. Il che, per il pubblico, significa un titolo che prova a distinguersi per identità più che per pura esposizione mediatica.

La struttura della serie si muove su due generazioni di interpreti: Ning Chang, Jerry Yan, Chen Yi-han, Wu Kang-ren e Liang Cheng-chun interpretano i personaggi adulti, mentre il gruppo più giovane include Lucas Wong, Suri Lin, Fandy Fan, Iain Lu e Joseph Huang. Wong interpreta il giovane Si Mao, il personaggio che innesca la frattura narrativa dopo un tuffo in una piscina vuota; da lì partono coma, distanza, sensi di colpa e vecchi segreti che riemergono anni dopo. Non è un dispositivo da soap improvvisata: è una premessa melodrammatica abbastanza solida da reggere un arco lungo, se la serie saprà evitare l’effetto “tutto molto intenso, tutto molto in fretta”.

Interessante anche la scelta produttiva di coinvolgere Ning Chang come executive producer per la prima volta. Tsao l’ha descritta come una presenza capace di percepire anche minime variazioni emotive negli attori, e la stessa attrice ha sottolineato l’attenzione del regista nel pretendere una piena adesione ai personaggi. A livello di lavorazione, questa è una piccola ma utile indicazione: la serie sembra costruita per puntare sulla recitazione e sulla chimica del gruppo, non soltanto sull’idea di richiamo internazionale.

Lo stesso Wong ha detto di aver imparato per il ruolo a fare immersioni, chitarra e danza, mentre il cast giovane ha eseguito Seasonal Rain durante la presentazione stampa, riprendendo una sequenza coreografica del drama. Sono dettagli che suggeriscono quanto A Time voglia intrecciare musica e messa in scena, senza separare i due piani. Resta però un punto aperto: al momento il progetto è annunciato per il 2027, ma non ci sono elementi per dire ancora come sarà distribuito o quale peso avrà fuori da Taiwan.

Il punto del Salotto

A Time sembra uno di quei titoli che cercano una via più identitaria del solito: memoria culturale, cast misto tra nomi forti e debutti, e un protagonista giovane che arriva da un altro circuito di celebrità. È una combinazione promettente, ma anche delicata: quando si parte da un impianto così carico di temi e di musica, il rischio è voler dire troppo. Se invece il progetto manterrà il focus sulla relazione tra passato e presente, potrebbe diventare una delle produzioni taiwanesi da tenere d’occhio nel 2027.

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