Microsoft ha annunciato un programma di uscita volontaria per i dipendenti con l’obiettivo dichiarato di contenere i costi e risanare il business. La misura riguarda lavoratori in Canada, India, Regno Unito e Stati Uniti e prevede supporto finanziario e servizi di ricollocamento per chi sceglie di lasciare il gruppo.
Il dato che pesa di più, per chi segue Xbox e l’ecosistema gaming di Redmond, è la portata del piano: secondo quanto riportato da CNBC, coinvolgerebbe circa 60.000 persone, cioè oltre il 27% della forza lavoro di Microsoft. Dentro questo perimetro rientrano anche Windows, le attività legate all’IA e il settore gaming guidato dal marchio Xbox. Non è un dettaglio di contorno: quando una ristrutturazione tocca più aree così diverse, il messaggio è che il taglio dei costi non è una misura isolata ma una linea strategica estesa.
La notizia arriva infatti dopo una serie di ridimensionamenti già avviati: Microsoft aveva indicato circa 9.100 licenziamenti lo scorso anno e il gaming ha già messo in campo un piano da 3.200 posti di lavoro, suddiviso tra una prima tranche di 1.600 esuberi e ulteriori 1.600 licenziamenti entro la fine dell’anno fiscale. A questo si aggiunge la separazione da quattro studi first-party — Compulsion Games, Double Fine Productions, Undead Labs e Ninja Theory — e una nuova tornata di 268 licenziamenti legata al consolidamento delle IP di maggior valore del gruppo.
Resta aperto anche il capitolo Arkane Lyon, lo studio che sta lavorando a Marvel’s Blade. Microsoft ha confermato di aver esteso al 13 dicembre la scadenza delle consultazioni, così da lasciare alla software house francese il tempo di trovare un nuovo acquirente o un partner in grado di sostenere la produzione del gioco.
Il punto del Salotto
Qui il punto non è solo il numero, ma il quadro complessivo: Xbox continua a stare dentro una ristrutturazione più ampia che investe Microsoft nel suo insieme. Per il pubblico significa una cosa semplice e poco allegra: il marchio gaming non è un’area protetta rispetto alle scelte industriali del gruppo, e ogni nuova misura va letta come parte di un riassetto ancora in corso.
