Il live action di Naruto entra ufficialmente in fase di produzione: Lionsgate ha dato il via libera al progetto e Sony Pictures si occuperà del co-finanziamento e della distribuzione internazionale. Per un titolo di questo peso, non è un dettaglio amministrativo ma la parte che dice chiaramente quanto studio e partner stiano puntando in alto.
Dietro la macchina c’è Destin Daniel Cretton, che scriverà, dirigerà e produrrà il film. È un passaggio interessante soprattutto perché il progetto si inserisce nel suo rapporto già consolidato con Sony, mentre Lionsgate resterà al centro dello sviluppo, della produzione e della distribuzione domestica. In altre parole: non è un semplice “chi mette i soldi”, ma un’operazione condivisa con ruoli ben definiti.
Le fonti concordano anche su un punto importante per leggere la notizia nel suo contesto: l’operazione arriva dopo una gara tra più studi. Questo suggerisce che il progetto di Naruto sia considerato appetibile non solo per il richiamo del marchio, ma anche per la possibilità di trasformarlo in un evento cinematografico globale. La scelta di Sony come partner internazionale si lega inoltre alla sua esperienza con contenuti legati ad anime e manga, un vantaggio competitivo che qui viene esplicitamente rivendicato dai protagonisti dell’accordo.
Il film resta ancora in una fase preliminare, ma alcuni elementi sono già chiari: la produzione è prevista per la primavera del 2027 e il casting non è ancora completo. Charles Melton è l’unico nome citato finora ed è in trattative per interpretare Kakashi Hatake, mentre la ricerca dell’attore per Naruto Uzumaki è ancora in corso. Al momento, quindi, l’attenzione è tutta sul cantiere creativo, non su una campagna promozionale già pronta a partire.
Il punto del Salotto
Questa è una di quelle notizie che contano perché dicono molto più di un semplice “si farà”. Le major stanno trattando Naruto come una proprietà capace di muovere pubblico globale, e la combinazione tra Lionsgate, Sony e Cretton indica una strategia ambiziosa, non un esperimento timido. Resta però il vero banco di prova: adattare un manga così amato senza smontarne l’identità. E lì, per quanto il nome sul contratto conti, il risultato finale resta tutto da dimostrare.
