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San Sebastián, i premi industria che spingono due progetti da tenere d’occhio

A San Sebastián emergono Lovers Go Home! e Galerna: due film ancora in lavorazione che raccontano bene dove sta andando il cinema ibero-americano.

Michele “Kuro”
5 min di lettura
San Sebastián i premi industria che spingono due progetti da tenere docchio

Quando un festival premia dei progetti ancora in lavorazione, il segnale è doppio: non si celebra solo ciò che è già compiuto, ma anche ciò che potrebbe pesare sul cinema dei prossimi mesi. È quello che è successo agli awards industria di San Sebastián, dove tra i nomi più rilevanti sono emersi il colombiano Juan Sebastián Mesa e la salvadoregna Tatiana Huezo, entrambi riconosciuti per nuovi lavori ancora nel circuito dei progetti e non della distribuzione.

Per chi segue il cinema internazionale, il punto non è soltanto il palmarès. Premi come questi contano perché aiutano a capire quali storie stanno trovando sostegno produttivo, quali temi attraversano il mercato e quali autori continuano a raccogliere fiducia dagli operatori. In altre parole: non sono un semplice timbro di cortesia, ma una forma di orientamento su ciò che potrebbe arrivare in sala o nei festival futuri.

Due film, due traiettorie molto diverse

Una panoramica di un festival del cinema con badge e schermi promozionali
Immagine: Deadline

Mesa ha ottenuto il WIP LATAM Industry Award con Lovers Go Home!. Dal materiale disponibile emerge un impianto narrativo che unisce due mondi lontani: Alejandra, madre single e webcam model in uno studio di Medellín, e Andrew, veterano di guerra disabile che vive alla periferia del New Jersey. I due iniziano a parlarsi online con scambi che vanno dalle proposte sessuali alle sfide più banali, fino a costruire una connessione che parte dall’intimità fisica e si sposta verso una complicità più dolce. Il loro incontro dal vivo, però, non è una scorciatoia romantica: la sinossi parla di un contatto inizialmente sgradevole che diventa occasione per interrogarsi su chi siano davvero.

È un progetto che, già sulla carta, sembra muoversi su un terreno delicato: relazioni mediate dallo schermo, desiderio, distanza geografica e differenze sociali. Non è poco, soprattutto in un panorama in cui il cinema latinoamericano continua spesso a usare l’intimità come lente per leggere identità e precarietà. Da notare anche un dettaglio industriale non secondario: Lovers Go Home! era già stato selezionato nel 2022 per il Co-Production Forum di San Sebastián. Il che suggerisce una traiettoria di sviluppo seguita e non improvvisata.

Huezo, invece, ha vinto l’EGEDA Platino Industria Award per il miglior WIP Latam con Galerna. Qui la trama prende una strada diversa ma ugualmente significativa: Lúa e Noé devono occuparsi del casting di attori non professionisti per un film di fantascienza. Lui proviene da un contesto rurale ed è diffidente verso lei, attrice disoccupata della città, ritenuta non adatta al lavoro. Insieme viaggiano verso località remote e finiscono ospitati nelle case di contadini, entrando in una realtà che li accoglie ma allo stesso tempo li mette davanti a paure e pregiudizi.

La premessa è interessante perché combina un dispositivo molto concreto — il casting — con una dimensione quasi da road movie umano, in cui il viaggio diventa anche verifica dei propri limiti. E se il progetto è ambientato in Messico, il suo nucleo sembra parlare a un pubblico più ampio: chi ha il diritto di rappresentare certi mondi, chi li osserva dall’esterno e come il confronto con l’altro possa smontare le proprie certezze. Un tema che il cinema d’autore continua a frequentare, ma che funziona solo quando il film sa evitare la posa da tesi illustrata. Qui, almeno per quanto si può dedurre dai materiali disponibili, l’assetto appare promettente.

Perché questi premi contano davvero per il pubblico

Gli awards di industria hanno un effetto concreto anche per chi guarda da fuori il mercato. Un premio può rafforzare la visibilità di un titolo, facilitare la circolazione tra partner, venditori e selezionatori, e persino incidere sul modo in cui un film viene percepito prima ancora di esistere pienamente. Per il pubblico questo significa una cosa semplice: i progetti premiati hanno più probabilità di restare nel radar e di arrivare a compimento con maggiore spinta.

Nel caso specifico, San Sebastián conferma ancora una volta il suo ruolo di snodo per il cinema ibero-americano e per i progetti capaci di attraversare più territori produttivi. Le schede dei due film premiati indicano infatti una forte componente internazionale: Lovers Go Home! coinvolge Colombia, Spagna, Canada e Francia; Galerna è una produzione tra Messico e Spagna. Questo tipo di coproduzione non è un dettaglio tecnico per addetti ai lavori: spesso decide la tenuta del progetto, il suo accesso a finanziamenti e, alla fine, la sua possibilità di arrivare al pubblico.

Vale anche la pena notare che i due autori non sono nomi “nuovi” in senso assoluto. Mesa è già noto per Los nadie, che vinse il Audience Award alla Venice Critics’ Week, oltre ai corti Kalashnikov e Tierra mojada. Huezo, dal canto suo, ha alle spalle un percorso solido tra documentario e finzione: The Smallest Place, Tempest e The Echo hanno raccolto riconoscimenti importanti in festival e premi internazionali. Questo conta perché i premi di industria spesso non scommettono su esordienti assoluti, ma su film che si appoggiano a un capitale autoriale già riconosciuto. In breve: meno lotteria, più scommessa ragionata.

Il punto del Salotto

La notizia è rilevante non tanto per la classifica in sé, quanto per il tipo di cinema che mette in evidenza: storie in lavorazione che uniscono relazione, identità e attraversamento di confini, geografici e simbolici. San Sebastián sembra premiare progetti che hanno una forte ambizione narrativa ma anche un profilo produttivo abbastanza robusto da non sembrare pura intenzione. Ed è qui che la cosa diventa interessante per noi spettatori: quando un festival segnala lavori così, sta dicendo che il futuro del cinema d’autore passa ancora da opere capaci di parlare al presente senza ridursi a slogan. La cautela resta d’obbligo, perché al momento conosciamo solo i dati dei progetti, non il risultato finale. Ma come termometro delle direzioni possibili, questi premi valgono eccome.

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