Star Wars: Galactic Racer non si sta facendo notare solo come reinterpretazione riuscita delle corse con gli sgusci: ora arriva anche il verdetto positivo di Digital Foundry, che lo indica tra i titoli tecnicamente migliori dell’anno. Il punto non è soltanto la bellezza dell’insieme, ma la sua capacità di tenere insieme grafica avanzata e stabilità del framerate su più piattaforme, senza trasformare la corsa in un laboratorio di compromessi troppo visibili.
Il risultato, per chi guarda al gioco con l’occhio del tecnico ma anche con quello del giocatore, è interessante per un motivo semplice: un racing game vive di velocità e leggibilità. Se la macchina regge bene i 60fps e l’immagine resta pulita, la spettacolarità non si perde nel caos. Ed è qui che il lavoro di Fuse Games sembra aver trovato un equilibrio poco comune, sfruttando Unreal Engine 5 con una scelta grafica che privilegia il risultato complessivo più che il puro show-off da vetrina.
Come si comportano le versioni console
Secondo l’analisi citata, l’illuminazione globale con ray tracing tramite Lumen via hardware è l’elemento che più colpisce nella resa visiva. A tutta velocità eventuali difetti tendono a sparire dietro motion blur e movimento della camera, mentre diventano più evidenti nelle sequenze narrative statiche o nella modalità foto. Anche i riflessi non puntano al massimo teorico: Fuse Games ha preferito una soluzione screen-space, meno costosa, che però in un gioco di corse funziona bene perché la visuale resta quasi sempre frontale e i riflessi su acqua, ghiaccio e fiumi risultano puliti.
Su PS5 il gioco offre una sola modalità grafica con 60fps molto stabili e un’immagine ottima grazie all’upscaling TSR, con risoluzione interna intorno ai 1296p. PS5 Pro aumenta la nitidezza con una risoluzione interna di rendering di circa 1728p, ma continua a usare TSR invece del più recente PSSR, probabilmente per contenere il rumore introdotto dall’illuminazione globale. Xbox Series X si allinea alla versione PS5, mentre Series S accetta i tagli più pesanti: niente Lumen in ray tracing, illuminazione precalcolata e risoluzione interna attorno agli 864p. Anche così, però, la valutazione resta positiva grazie a 60fps solidi e a un’immagine comunque pulita.
Il punto del Salotto
La notizia conta perché mostra un caso non banale: un gioco di guida che non sacrifica la stabilità per inseguire l’effetto wow, ma costruisce il suo impatto visivo su scelte tecniche mirate. Il limite è che il giudizio di Digital Foundry fotografa soprattutto la qualità della resa e delle prestazioni, non dice tutto su design, contenuti o tenuta nel lungo periodo. Però il segnale è chiaro: nei test di Digital Foundry, PS5, PS5 Pro, Xbox Series X e Series S mostrano una buona stabilità, con compromessi grafici differenti. E nel salotto dei nerd, questo tipo di equilibrio merita sempre un applauso, magari senza derapate inutili.
