Il regista e sceneggiatore di Street Fighter del 1994, Steven E. de Souza, è tornato a parlare del film proprio mentre il franchise è di nuovo al centro dell’attenzione grazie al nuovo adattamento targato Paramount e Legendary. La sua lettura è semplice: il vecchio film non era un incidente di tono, ma una commedia d’azione voluta. E sì, la cosa gli fa ancora un certo effetto vedere che online c’è chi oggi riscopre il 1994 come se fosse un dramma serissimo.
Il punto non è solo difendere un cult con la corazza dei ricordi. De Souza sottolinea che il film del 1994 ha finito per costruirsi nel tempo una vera base di fan, nonostante le recensioni inizialmente dure e un’accoglienza critica tutt’altro che benevola. Nelle sue parole, l’aspetto comico era già parte del progetto, anche se per anni molti lo hanno letto come “accidentalmente divertente”. Il ribaltamento, racconta, è arrivato solo molto più tardi, con riletture revisioniste che gli hanno dato in parte ragione.
Il paragone con il nuovo Street Fighter è inevitabile. De Souza dice di apprezzare i richiami al suo film, compresa la ripresa della battuta di M. Bison legata alla famosa frase “For me, that was a Tuesday”. Ma il suo interesse sembra andare oltre il semplice fan service: gli piace soprattutto che l’adattamento attuale abbracci l’azione violenta e gli elementi più fantasiosi del gioco, cosa che il film del 1994 non poteva fare fino in fondo.
Qui entra il limite produttivo più interessante dell’intera storia. De Souza racconta che durante la lavorazione del film originale le scene di combattimento furono ridimensionate anche per fattori esterni, oltre che per vincoli di budget e risorse. In altre parole: non era solo una questione di visione, ma anche di contesto industriale. Ed è proprio questo che rende utile rileggere oggi quel film non come “il film sbagliato”, ma come un adattamento figlio di condizioni molto diverse da quelle del presente.
C’è poi una curiosa coda da archivio, da cinema che non molla mai davvero il colpo: il regista ricorda che un seguito era stato sviluppato ma poi cancellato all’ultimo momento. Dice di avere ancora lo script da qualche parte e non esclude che possa tornare utile, se qualcuno volesse ripescare quell’idea per una futura operazione sul franchise.
Il punto del Salotto
La notizia conta perché mostra come Street Fighter continui a essere un oggetto vivo, non solo un marchio da riaccendere ogni tanto. Da una parte c’è il nuovo film che prova a parlare al pubblico con più fedeltà all’immaginario del gioco; dall’altra c’è il 1994 che, con tutti i suoi limiti, continua a difendersi da solo come pezzo di storia pop. La morale è meno nostalgica di quanto sembri: nel mondo degli adattamenti videoludici, a volte il problema non è solo cosa racconti, ma quanto puoi permetterti di farlo.”
