Il primo trailer di The Exorcist: Martyrs è arrivato e mette subito al centro Scarlett Johansson nei panni di una detective coinvolta in un caso che riporta il franchise verso il suo territorio più classico: indagine, possessione e orrore religioso. Il film, diretto e co-scritto da Mike Flanagan, punta chiaramente a parlare sia ai fan storici sia a chi entra ora nella saga.
La novità interessante non è solo il ritorno del marchio The Exorcist, ma il modo in cui questo capitolo sembra voler unire due anime del genere: il thriller investigativo e il racconto demoniaco. Flanagan ha spiegato che la storia è pensata per reggersi da sola, pur offrendo collegamenti per chi conosce The Exorcist III. In pratica: niente compiti a casa obbligatori, ma qualche ricompensa per chi ha memoria lunga.
Una detective, un vecchio caso e un male che riaffiora
Nel film, Johansson interpreta Julie Miller, una detective di New York che in passato aveva portato alla giustizia un serial killer satanico chiamato Father Sunday. Il nuovo caso la trascina di nuovo in quella zona d’ombra: una scritta rituale, una chiesa, indizi che richiamano i crimini precedenti e una minaccia che non sembra spiegabile come semplice imitazione.
Il cast di supporto rafforza l’idea di un film corale e molto radicato nell’idea di autorità, fede e istituzione. Con Miller agiscono Father William, ex cappellano carcerario interpretato da Chiwetel Ejiofor, e la detective Gina Restrepo, mentre Diane Lane è Mary, la madre della protagonista. Nel film compaiono anche Jacobi Jupe, Scoot McNairy, Gil Bellows, Laurence Fishburne e John Leguizamo.
Flanagan insiste su un punto: Martyrs non vuole dipendere dalla conoscenza del passato della saga, ma usa quel passato per dare peso ai dettagli per chi li riconosce. È una scelta intelligente, perché amplia il bacino potenziale senza annacquare del tutto l’identità del franchise. E, visto l’andamento altalenante della serie negli ultimi anni, non è un dettaglio da poco.
Il punto del Salotto
La mossa più promettente qui è l’ibrido: non il solito “male antico torna a colpire”, ma un impianto che prova a far convivere procedura poliziesca e horror soprannaturale. Se il film manterrà davvero questo equilibrio, potrebbe distinguersi sia dai sequel puramente nostalgici sia dai reboot che cercano di rifare l’originale con la faccia lucida. Per ora, però, il trailer dice soprattutto una cosa: Flanagan sembra voler trattare The Exorcist come un universo narrativo ancora vivo, non come un museo con l’aria condizionata troppo alta.
