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Tre giochi PS3 che ancora oggi fanno impressione

A vent’anni da PS3, tre titoli mostrano quanto la settima generazione sapesse già spingersi molto in alto sul piano tecnico: Uncharted 3, Gran Turismo 5 e The Last of Us.

2 min di lettura
Tre giochi PS3 affiancati con focus su Uncharted 3 Gran Turismo 5 e The Last of Us

A vent’anni dal debutto di PlayStation 3, il ricordo più forte non è solo quello della console, ma di alcuni giochi che hanno continuato a reggere il confronto anche molto tempo dopo. Il punto non è nostalgia da salotto: è capire come tre produzioni della settima generazione siano riuscite a spremere hardware e ambizioni fino a lasciare un segno ancora visibile oggi.

Il trio citato è composto da Uncharted 3: L’inganno di Drake, Gran Turismo 5 e The Last of Us. In tutti e tre i casi, la fonte insiste su un elemento comune: il salto tecnico percepito all’epoca e la sensazione che quei giochi spingessero PS3 vicino al limite. Non è un dettaglio secondario, perché aiuta a leggere la generazione non solo per i suoi successi commerciali, ma anche per l’impatto che ha avuto sull’evoluzione del linguaggio visivo dei videogiochi.

Nel caso di Uncharted 3, il focus è sulle animazioni più rifinite e sui modelli poligonali più realistici, segni di una serie che aveva già impostato la propria identità sull’equilibrio tra spettacolo e solidità tecnica. Gran Turismo 5 viene invece ricordato per i modelli delle auto costruiti a mano e per una cura quasi maniacale del dettaglio, elementi coerenti con la natura simulativa della serie e con la sua storica attenzione alla precisione. The Last of Us, infine, viene presentato come il punto in cui il motore grafico nato con Uncharted viene ulteriormente raffinato, con ambienti e modelli 3D spinti al massimo delle possibilità della console.

La parte interessante, per chi segue l’industria oltre il singolo titolo, è che questi esempi non parlano solo di bellezza “datata bene”. Raccontano anche un’epoca in cui le esclusive PlayStation erano spesso il terreno su cui si misuravano le ambizioni tecniche delle grandi produzioni. E se oggi il confronto con hardware più recenti è inevitabile, resta chiaro che il valore di questi giochi non è finito con la vita commerciale di PS3.

Il punto del Salotto

Qui la notizia non è che tre giochi siano ancora belli da vedere: quello sarebbe quasi scontato. Il punto, più interessante, è che la generazione PS3 continua a essere un riferimento quando si parla di come un hardware “vecchio” possa comunque produrre opere tecnicamente memorabili. In altre parole: non tutta la storia del realismo videoludico si è scritta con le console successive, e questi tre titoli lo ricordano con una certa eleganza, senza bisogno di fare troppo rumore.

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