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Zelda Ocarina of Time Remake domina Metacritic nel 2026

Il remake di Ocarina of Time supera The Witcher 3 Remastered e si prende il Metascore più alto del 2026, con 96 su 100 su 83 recensioni.

2 min di lettura
Link davanti a un ambiente classico di Zelda con il logo del remake in evidenza

The Legend of Zelda Ocarina of Time Remake ha appena spostato gli equilibri della classifica Metacritic del 2026: con un Metascore di 96/100 su 83 recensioni, il remake Nintendo ha superato The Witcher 3 Remastered e si è preso il posto di miglior gioco dell’anno, almeno per ora. Per un’operazione costruita attorno a uno dei nomi più pesanti della storia di Zelda, non è un dettaglio da poco: vuol dire che l’accoglienza critica è stata ampia, compatta e soprattutto molto alta.

Il dato più interessante, però, non è solo il sorpasso in sé. Il remake si colloca appena tre punti sotto il punteggio dell’originale, che resta fermo a 99, una soglia ancora irraggiungibile nella storia dei videogiochi. Tradotto: l’operazione non sta venendo percepita come un semplice esercizio di nostalgia, ma come un rifacimento capace di reggere il confronto con un capolavoro già scolpito nella memoria collettiva. E non succede spesso che un remake venga misurato così direttamente contro il mito da cui nasce.

Un altro elemento che rafforza la lettura positiva è la distribuzione dei voti raccolti finora: il punteggio più basso è un 8, con solo sei recensioni sotto il 9 e nessuna classificata come “mista” o “negativa”. In pratica, il margine di discussione critica è ridotto al minimo. Quando una media è così alta e così uniforme, il messaggio per il pubblico è chiaro: non siamo davanti a un titolo divisivo, ma a un lancio che ha convinto quasi tutti allo stesso modo.

Resta anche un dettaglio di prospettiva utile per chi segue le classifiche annuali: il primato arriva in un momento in cui la concorrenza non ha ancora esaurito le sue cartucce, e il riferimento a GTA 6 mostra quanto queste graduatorie possano restare fluide. Insomma, oggi la corona è in testa a Zelda; domani, chissà. Le classifiche di fine anno hanno questa piccola abitudine antipatica di cambiare idea proprio quando ci si era già seduti comodi.

Il punto del Salotto

Qui il segnale è doppio: da una parte Nintendo ha centrato un remake accolto con entusiasmo raro, dall’altra il peso del nome Ocarina of Time continua a essere talmente forte da imporre aspettative quasi irragionevoli. Il dato Metacritic non misura tutto, ma in questo caso dice abbastanza: il pubblico critico ha premiato un rifacimento che non si limita a riattivare un classico, bensì riesce a stare dentro una discussione contemporanea da “miglior gioco dell’anno”. E sì, per un ritorno così ingombrante, non è affatto poco.

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