Ambito e spoiler: questa guida segue il terzo bioma del primo Hades e il combattimento contro Asterius e Teseo. Non riguarda le modifiche del Patto della Pena: prima impara lo scontro ordinario.
Attraversare l’Elisio senza allungare gli scontri
Gli avversari corazzati di questa zona, quando perdono il corpo, lasciano un’anima che può riprendere forma. Dopo il colpo decisivo cerca subito l’anima: se la ignori per inseguire un altro nemico, la stanza può riempirsi di nuovo. I piccoli carri esplodono avvicinandosi: affrontali a distanza, oppure tieni uno scatto libero per uscire dalla loro traiettoria. Nelle arene con arcieri e lance, libera prima lo spazio necessario a muoverti e non restare fermo per finire una combo.
Puoi incontrare Asterius da solo in una stanza precedente all’arena. Considera l’incontro un allenamento per leggere ascia, salto e carica. Se lo affronti, nella battaglia con Teseo si presenterà con meno salute. Se trovi Patroclo e hai perso cariche di Morte Sfuggita, valuta il ripristino delle cariche prima di un potenziamento offensivo: la scelta dipende dal tuo stato effettivo, non da un ordine fisso di ricompense.
Prepararsi al duello
Prima di entrare controlla vita, Morte Sfuggita e mossa con cui riesci a infliggere danni senza restare davanti ai bersagli. Una fonte di danno a distanza o un lancio utile ti aiuta a colpire mentre ti riposizioni; con le armi ravvicinate servono ingressi più brevi. Non consumare salute per l’ultimo nemico della stanza precedente solo per arrivare qualche secondo prima al boss.
Prima fase: separa le due minacce
- Segui Asterius, ma tieni Teseo nel campo visivo. Il minotauro tende a inseguire Zagreus. Teseo resta più arretrato e lancia la lancia: un mirino indica che ti sta prendendo di mira. Spostati dietro una colonna o prepara lo scatto quando il lancio parte.
- Colpisci Asterius dopo le sue mosse, non mentre le prepara. L’ascia può arrivare in due fendenti; dopo può saltare. Scatta lateralmente e rientra solo quando vedi terminare la sequenza. Durante la carica, guida Asterius verso una colonna o una parete: l’urto apre una finestra per attaccarlo.
- Evita di portare Teseo alla seconda fase troppo presto. Il suo scudo blocca i colpi frontali. Cercare di forzarlo mentre Asterius è ancora vivo espone a due attacchi insieme e può attivare anche l’aiuto olimpico. Concentrati prima sul minotauro, salvo una finestra sicura e gratuita sul fianco o alle spalle di Teseo.
Se ti sembra impossibile seguire tutto, riduci l’obiettivo del tentativo: osserva una sola carica di Asterius, poi individua il mirino di Teseo e verifica quale colonna ti protegge. Il posizionamento ripetibile è più utile di un attacco in più.
Seconda fase e chiusura
Con meno salute Asterius aggiunge onde d’urto ad alcuni movimenti. Guardare soltanto il suo corpo non basta: controlla anche il terreno dopo il colpo. Quando resta solo Teseo, aggira lo scudo e colpisci dopo il lancio della lancia o da una posizione laterale. Attorno alla metà della salute Teseo invoca l’aiuto di un dio; le aree segnate sul pavimento cambiano secondo il dio. Abbandona l’attacco quando compaiono e trova spazio libero, poi torna a colpire. Se resta vivo soltanto uno dei due, può muoversi e attaccare più rapidamente: non trasformare il vantaggio numerico in fretta.
La vittoria porta all’accesso al Tempio di Stige. La ricompensa del guardiano dipende dai requisiti della taglia per arma e Calore: non dare per certa l’Ambrosia a ogni passaggio. Prima del Tempio, valuta se la build ha una risposta ai proiettili e se conserva vita per il combattimento finale.
Se perdi sempre nello stesso punto
- Muori mentre insegui Asterius: tieni una colonna tra te e Teseo e verifica il mirino prima di attaccare.
- La carica ti travolge: muoviti di lato e lascia che Asterius termini contro un ostacolo; non correre lungo la sua stessa linea.
- La seconda fase riempie l’arena: sospendi il danno, evita le aree olimpiche e rientra dopo la sequenza.
- Lo scontro dura troppo: controlla se colpisci lo scudo di Teseo dal fronte o sprechi la mossa più efficace in momenti senza apertura.